Bolgheri tra cipressi e calici: cosa vedere e dove fare degustazioni nella “Terra del Vino”
Bolgheri è una frazione di Castagneto Carducci, in provincia di Livorno, e da Pisa dista circa 85 chilometri: poco più di un’ora di auto lungo l’Aurelia. Il borgo si gira in un pomeriggio, perché dentro le mura ci sono tre strade in croce, ma intorno c’è una delle zone vitivinicole più conosciute al mondo, quella dove è nato il Sassicaia.
Il Viale dei Cipressi, l’ingresso di Bolgheri
Prima ancora del borgo si incontra il Viale dei Cipressi, cinque chilometri di rettilineo che collegano l’oratorio di San Guido, sulla vecchia Aurelia, alle mura di Bolgheri. I cipressi sono 2.540, disposti in duplice filare, e furono piantati nell’Ottocento per volontà del conte Guido Alberto della Gherardesca.
Una precisazione pratica: il viale è una strada provinciale trafficata e senza marciapiede né pista ciclabile, quindi si percorre in auto o in bici, non a piedi. Se vuoi fermarti per una foto, conviene farlo nel piazzale vicino all’oratorio di San Guido, dove c’è spazio per accostare.
Cosa vedere nel borgo di Bolgheri
Il viale finisce sotto l’arco del castello, di origine medievale e ancora oggi della famiglia della Gherardesca, che fa da porta d’ingresso al paese. Dentro si cammina tra case in pietra, enoteche, botteghe e la chiesa dei Santi Jacopo e Cristoforo. In venti minuti hai visto tutto, il che rende Bolgheri una tappa perfetta da abbinare al mare di Marina di Castagneto o a una visita in cantina.
Bolgheri e Carducci: dove il poeta è cresciuto
Giosuè Carducci passò qui una parte dell’infanzia, tra il 1838 e il 1848, perché suo padre faceva il medico condotto in paese. Da quell’esperienza nasce “Davanti San Guido” (1874), la poesia che ha reso celebre il viale con i versi sui cipressi che “van da San Guido in duplice filar”. Nel borgo trovi targhe, versi incisi e il Largo Nonna Lucia, dedicato alla nonna che compare nella poesia.
Bolgheri e il vino: dove nasce il Sassicaia
La fama internazionale della zona nasce negli anni Quaranta, quando il marchese Mario Incisa della Rocchetta piantò cabernet nella Tenuta San Guido perché il terreno sassoso gli ricordava quello delle Graves, a Bordeaux. Per anni quel vino restò a uso familiare: la prima annata in commercio fu la 1968. Oggi il Bolgheri Sassicaia è l’unica DOC italiana riservata a una singola azienda.
Dove fare degustazioni a Bolgheri
Quasi tutte le cantine ricevono solo su appuntamento, quindi conviene prenotare con qualche giorno di anticipo.
- Ornellaia: visita ai vigneti, alla cantina e alla barricaia, con le opere del progetto Vendemmia d’Artista lungo il percorso, e degustazione finale. Si entra solo su prenotazione, il prezzo parte da circa 100 euro a persona.
- Castello di Bolgheri: è dentro il borgo, in via Lauretta, e la visita scende nella cantina storica costruita nel 1796 dai della Gherardesca. Minimo due persone, in italiano o in inglese, su appuntamento.
- Michele Satta: cantina moderna con terrazza vista mare, tra le poche a Bolgheri a produrre un Sangiovese in purezza e un Viognier, se ti interessa assaggiare qualcosa di diverso dal solito taglio bordolese.
- Terre del Marchesato: piccola azienda della famiglia Fuselli in località Sant’Uberto, con percorsi che partono dai filari e finiscono in sala degustazione. L’enoteca è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18 anche senza prenotare.
Dove mangiare a Bolgheri
Dentro le mura si concentrano ristoranti ed enoteche, molti con menù costruiti per accompagnare i vini della zona. La cucina è quella della Maremma livornese: salumi toscani, bruschette con l’olio locale, selvaggina, carni alla griglia. In alta stagione e nei fine settimana i tavoli si esauriscono presto, quindi prenota.
Cosa fare nei dintorni: l’Oasi WWF Padule di Bolgheri
A pochi chilometri dal borgo, verso il mare, ci sono i 513 ettari del Rifugio Faunistico Padule di Bolgheri, prima area privata protetta d’Italia, istituita nel 1959 sempre da Mario Incisa della Rocchetta. Zona umida di importanza internazionale dal 1977, ospita daini, caprioli, istrici e una grande varietà di uccelli acquatici, con la cicogna bianca tornata a nidificare nel 2008.
Si visita solo accompagnati da una guida e su prenotazione, in genere il sabato e la domenica da ottobre a maggio. In estate il WWF organizza trekking notturni per piccoli gruppi, con cena al sacco in spiaggia. Le informazioni si chiedono direttamente a bolgheri@wwf.it.
Eventi a Bolgheri: il Bolgheri Jazz
L’appuntamento più conosciuto è Bolgheri Jazz, che ogni anno all’inizio di settembre riempie le piazze del centro storico. Nel 2026 la XXI edizione si è tenuta il 5 e 6 settembre, con tre concerti a sera dalle 21:15 tra Piazza Alberto, Largo Nonna Lucia e Piazza Ugo, ingresso libero e banchi di degustazione delle cantine del territorio. Ad agosto c’è anche Calici di Stelle, con le cantine aperte per la notte di San Lorenzo.
La storia dietro “Il Bruciato”
Tra le etichette che si incontrano in enoteca c’è Il Bruciato, prodotto dalla Tenuta Guado al Tasso di Antinori. Il nome ricorda un bosco che nel Settecento gli abitanti della zona incendiarono per protesta contro i della Gherardesca, che vietava loro di cacciarci dentro.
Come arrivare a Bolgheri da Pisa
In auto: SS1 Aurelia verso Livorno e Cecina, poi uscita indicata per Bolgheri nel tratto tra Cecina e San Vincenzo, da cui mancano circa 5 chilometri. Tempo di percorrenza intorno all’ora e un quarto.
In treno: la stazione che si chiama “Bolgheri” è in realtà nel comune di Bibbona, a 7 chilometri dal borgo, e ci fermano solo i regionali. Meglio scendere a Castagneto Carducci-Donoratico, distante 11 chilometri e collegata da autobus di Autolinee Toscane, che però hanno corse limitate: verifica gli orari prima di partire, perché senza auto l’ultimo tratto è il punto debole del viaggio.
