Con Massimo Rubboli (Università di Genova).
L’intervento affronta il rapporto tra le chiese protestanti e la violenza bellica, prendendo come punto di partenza l’attentato dell’11 settembre e arrivando fino alle guerre contemporanee. In un quadro mondiale sempre più segnato da conflitti armati e da una corsa agli armamenti senza precedenti, le chiese protestanti sembrano orientate a rimettere in discussione due dottrine tradizionalmente impiegate per legittimare la guerra: la guerra giusta e la deterrenza. Permangono tuttavia forme di giustificazione della guerra che strumentalizzano il nome di Dio e la fede cristiana, alle quali si contrappongono tradizioni pacifiste e nonviolente ancora vive e attive, come quelle dei Mennoniti e dei Quaccheri.
L’incontro fa parte del ciclo di conferenze “Guerra santa, guerra giusta, non violenza: le religioni nel nuovo disordine mondiale”, a cura del professor Daniele Menozzi, emerito alla Scuola Normale Superiore di Pisa e socio dell’Accademia dei Lincei. Il ciclo verifica in prospettiva storica le posizioni delle tre religioni del Libro, ebraismo, cristianesimo e islam, davanti ai conflitti in cui i loro fedeli sono coinvolti, distinguendo l’argomento etico-religioso dal suo uso politico.
