Il Palazzo dell’Orologio prende la forma attuale tra il 1605 e il 1608, quando due edifici vicini vengono uniti da un arco con l’orologio, seguendo un progetto disegnato da Giorgio Vasari nel 1554. Dal 1566 ospitava già l’infermeria dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano; il medico che la dirigeva era chiamato “Bonomo”, e per questo l’edificio è conosciuto anche come palazzo del Bonomo.
Tra il 1607 e il 1609 Giovanni Stefano Marucelli e Filippo Palladini affrescano la facciata e la volta dell’arco con trofei d’armi, grottesche e figure allegoriche che celebrano i Medici e l’Ordine. L’orologio e la cella campanaria arrivano più tardi, nel 1696.
Nel 1919, quando l’Ordine è ormai soppresso, il palazzo viene acquistato dal conte Alberto della Gherardesca, che lo fa ristrutturare in stile neogotico e apre sulla facciata una quadrifora, con un intervento piuttosto discutibile. Dopo i restauri degli anni Settanta, nel 1982 passa alla Scuola Normale, che lo trasforma in biblioteca e lo collega con un passaggio sotterraneo al Palazzo della Carovana, sede della scuola. Nel 2003 la Normale fa restaurare e consolidare facciate, tetto e infissi.
Dal 2016 all’interno c’è uno spazio museale dedicato alla torre del conte Ugolino, dove si possono vedere i muri superstiti e seguire un percorso sulla sua storia accompagnato dai versi di Dante.
Il palazzo seicentesco ha inglobato la torre della Muda, detta anche “della Fame”, dove nel 1289 morì il conte Ugolino della Gherardesca insieme a figli e nipoti, protagonista di una delle pagine più famose dell’Inferno (canto XXXIII). A sinistra dell’arco centrale, dove oggi si apre la quadrifora novecentesca, sorgeva il palazzo dei Gualandi, mentre nell’ala destra dell’edificio si riconoscono ancora i resti della torre.
L’immagine completa del Palazzo è presa da Wikipedia ed è di Carlo Pelagalli