I fantasmi del Castello dei Vicari di Lari testimoni di ingiustizie subite
Le storie del Rosso della Paola e di Gostanza da Libbiano
Il Castello dei Vicari di Lari ha due fantasmi, uno dei due ha perfino una data fissa in cui si manifesta. Lui è un bracciante sequestrato dai fascisti e morto in cella nel dicembre del 1922; lei è una guaritrice processata per stregoneria alla fine del Cinquecento. Del primo conosciamo il giorno, il numero della cella e il nome del guardiano che ne ha raccontato le visite, mentre della seconda restano soprattutto le urla che, si dice, arrivano fino alla valle. Mettetevi comodi (magari con la luce accesa): vi raccontiamo chi sono.
Lari e il Castello dei Vicari
Lari è un borgo della Valdera, nel comune di Casciana Terme Lari, a una trentina di chilometri da Pisa. Il paese è chiuso da una cinta di mura con tre porte e sopra i tetti rossi spunta la mole del castello, con la sua pianta circolare e il doppio giro di mura alte.
Le prime notizie sulla fortezza risalgono, secondo alcune fonti, al 732. Nel Medioevo appartenne alla Repubblica di Pisa e dal 1406, con il passaggio a Firenze, diventò la sede dei vicari, i funzionari che amministravano la giustizia sul territorio per conto della città; da qui il nome. Per secoli le sue stanze hanno ospitato processi e prigioni, e il castello è stato un carcere fino al 1962.
Il Rosso della Paola, il fantasma di Lari di cui sappiamo tutto
Si chiamava Giovanni Princi, ma in paese lo conoscevano come il Rosso della Paola. Era un bracciante agricolo di 41 anni e il 15 dicembre 1922 finì in cella al castello per aver oltraggiato un gerarca fascista. Il giorno dopo il suo corpo fu riportato a casa: secondo la versione ufficiale si era impiccato all’inferriata della cella numero 5.
Cosa sia successo davvero quella notte non lo sa nessuno. Il racconto che si è tramandato, però, dice che Princi fu picchiato dalle guardie e appeso all’inferriata quando era già morto.
Le notti del 15 dicembre
Quando il carcere chiuse nel 1962, l’ex guardiano Annibale Baldassarri continuò a vivere nel castello con la sua famiglia. La prima testimonianza arriva proprio da lui: ogni anno, nella notte del 15 dicembre, tra quelle mura si sentivano vento, porte che sbattevano e rumore di catene.
Negli anni si sono aggiunti altri racconti. Un uomo che ha abitato nel castello fino al 1990 ricorda di aver visto, rientrando una notte, un gatto nero, e subito dopo di aver sentito un sibilo e visto un’ombra sparire nel buio. Un’impiegata del Comune, che era lì per le pulizie, ha descritto un uomo avvolto da una strana nebbia vicino alla sala del Tribunale. C’è anche una medium che sostiene di aver parlato con il Rosso: lui le avrebbe detto di essere stato interrogato e picchiato a morte, ed è per questo che torna nelle prigioni proprio la notte tra il 15 e il 16 dicembre.
Gostanza da Libbiano, la guaritrice accusata di stregoneria
La seconda presenza del castello è più antica. Gostanza da Libbiano curava le persone malate con erbe e rimedi naturali, e nel 1594 fu processata per stregoneria: l’accusavano di avere rapporti con il demonio e di aver ucciso un giovane con le sue cure. Secondo la storia fu rinchiusa in cella e subì violenze terribili, che la lasciarono segnata nel corpo e nella mente. Alla fine venne liberata, ma con l’obbligo di vivere a tre miglia da casa sua fino alla morte.
Chi crede alla sua presenza racconta che il suo spirito torni ogni tanto nelle prigioni, vestito di stracci e catene, passando attraverso i muri. Altre volte sono le sue urla a farsi sentire, giù fino alla valle.
Halloween al Castello dei Vicari: la sera del 31 ottobre
Per vedere da vicino le celle dove sono nate queste storie, sabato 31 ottobre il castello apre dalle 17 alle 23 con Brividi al Castello dei Vicari. I percorsi durano circa un’ora e portano famiglie con bambini alla scoperta dei segreti del castello e delle sue carceri e si fanno anche se piove. La prenotazione è obbligatoria e i posti sono limitati.
