La chiesa più antica di Pisa ad aver mantenuto quasi intatte le sue forme originarie. Fu costruita nel 1087, subito dopo la vittoria della flotta pisana contro i Saraceni di Al-Mahdiya, in Tunisia, avvenuta il 6 agosto, giorno di San Sisto. Non è un caso: quella stessa data tornò a portare fortuna ai pisani altre volte nel corso dei decenni successivi. Finché, nel 1284, il 6 agosto la flotta fu distrutta a Meloria. Da allora San Sisto non fu più patrono della città.
La chiesa è in pietra, stile romanico pisano, con la facciata scandita da archetti e bacini ceramici di origine islamica (gli originali sono al Museo di San Matteo, qui ci sono le copie). L’interno è sobrio, a tre navate, con colonne dai capitelli di reimpiego romano. Vale la pena cercare il timone di una nave pisana del XIV secolo, appoggiato alla parete, e la lapide in arabo dell’emiro Al Murtada, bottino di guerra portato a Pisa nel 1115. Ogni anno, il 6 agosto, davanti alla chiesa si tiene “Lo Die di Santo Sisto”: una cerimonia sobria e molto sentita dai pisani, che ricorda le battaglie della Repubblica Marinara.
La chiesa è generalmente aperta di giorno, dalle 9 alle 18. Per sicurezza, prima di andare verifica sul sito della parrocchia o contattala direttamente.
Ingresso gratuito.
Si trova tra via Pasquale Paoli e via Corsica, nel pieno del centro storico, a due passi da Piazza dei Cavalieri. La zona è ZTL, quindi in auto non ci si arriva direttamente: meglio parcheggiare nelle aree esterne al centro e raggiungere la chiesa a piedi, circa 10 minuti.